Mostra temporanea “ALLE ORIGINI DEL MITO: dall’elmo della Civica al Pickelhaube”
L’inaugurazione si terrà:
domenica 10 maggio 2026 dalle ore 10.30
Presso:
Museo 1914-1945 in via del Lavoro 66, Montecchio Maggiore (Vicenza)
Durata della mostra
Da domenica 10 maggio 2026 a domenica 25 ottobre 2026
Orari di visita
I regolari orari di apertura museale:
Lunedì-mercoledì-venerdì dalle 9.00 alle 12.00
Domenica dalle 9.00 alle 13.00
Ogni prima domenica del mese aperto dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00


CONTESTO E INTRODUZIONE ALLA MOSTRA
Centoquarantacinque anni fa la Germania si univa sotto l’egida del Regno di Prussia, formando il II Reich tedesco. In poco più di vent’anni quello che era un mosaico di stati germanofoni nell’Europa Centrale divenne la maggiore potenza Continentale e una delle Nazioni più importanti del mondo.
Tale periodo storico ebbe i suoi protagonisti, tra i quali Otto Von Bismarck il Cancelliere di Ferro che riuscì nell’impresa di sovvertire una volta per tutte gli equilibri europei determinando la storia del Vecchio Continente.
Tutto avvenne sotto un emblema estremamente caratteristico e che ancor oggi in molti conoscono: l’elmo con il chiodo, il Pickelhaube.
Introdotto negli anni Quaranta dell’Ottocento, divenne il simbolo di un’epoca intera: era rappresentativo della Germania e al contempo era associato al militarismo, ma anche la disciplina e l’efficienza della macchina militare tedesca nonché la realpolitik di Bismarck.
Imitato in tutto il mondo (persino gli Stati Uniti lo impiegarono) divenne uno standard estetico del periodo e tale rimase almeno fino alla Grande Guerra.
Non solo, all’elmo chiodato si associarono immagini figurate ma anche locuzioni che esistono ancor oggi e che indicano luoghi comuni del popolo tedesco. Per esempio “avere un chiodo in testa” richiama la testardaggine, o la determinazione.
Forse uno degli elementi più efficaci della propaganda antitedesca l’elmo con il chiodo è probabilmente uno degli oggetti più mitizzati dell’età contemporanea.
MATERIALE ESPOSTO
Il percorso espositivo inizia dalla nostra Penisola dove l’elmo con il chiodo si diffuse, su imitazione Prussiana, tra il 1847 e il 1848.
Sarà presente una sezione dedicata alle Guardie Civiche a partire da quella Pontificia di Papa Pio IX che per primo ne autorizzò la formazione sancendo un passo definitivo del Risorgimento italiano.
La sezione vedrà esposti diversi copricapi e equipaggiamenti uniformologici nonché armamenti delle Civiche.
Al centro dell’esposizione una cinquantina di Pickelhaube Prussiani e dei vari stati (Regni, Granducati, Città Libere e via dicendo) che componevano l’Impero. Pezzi inediti e di grande prestigio in una raccolta rara e di grande interesse.
Sarà però anche un viaggio nel tempo, per capire come attecchì il mito del Pickelhaube e come si diffuse: come era usato nella rappresentazione nazionale e come dalla propaganda antitedesca.
Ancora, si tratta di una esposizione che ci parla di Collezionismo perché la maggior parte degli elmetti proviene dalla Collezione privata del compianto Giuliano Bedeschi che è stata concessa dalla Famiglia che ringraziamo pubblicamente.
Una condivisione temporanea unica che permette di scoprire meglio un elemento uniformologico curato e affascinante.
Al contempo, più estesamente, racconta della nascita di una Paese (dapprima la Prussia quindi la Germania) che determinò per altro l’annessione della nostra Regione, il Veneto (più il Friuli) al Regno d’Italia, nel 1866. Senza la grande vittoria prussiana a Sadowa/Koninggratz, infatti, sarebbero stati raccolti soltanto i frutti delle sconfitte di Custoza e Lissa.
Oltre alla Collezione Bedeschi saranno esposti materiali provenienti da altre collezioni private.
Numerosi sono gli elementi di complemento ai Pickelhaube fino alla conclusione del percorso quando al mito dell’elmo con il chiodo subentrerà la nuova icona militare del Novecento: lo Stahlhelm associato alla Germania hitleriana.
Mostra curata e realizzata con la consulenza scientifica del Dottor Glauco Angeletti del Ministero della Cultura
Per info e prenotazioni: 340 5978913 – museoforzearmate@gmail.com
