La Seconda Guerra Mondiale | Museo delle Forze Armate

La Seconda Guerra Mondiale

Si prosegue con un’ampia panoramica che abbraccia la cultura fascista, e le varie campagne militari: uniformi, documenti, armamenti ed equipaggiamenti ricordano la Campagna di Grecia  e quella Nord Africana .

A dare ulteriore pregio a questa sezione sono le numerosissime vicende personali documentante che aiutano nell’intento di parlare della grande Storia attraverso le vicende dei singoli.

Diverse le uniformi allestite: il carrista dell’Ariete, il parà della Folgore, l’uomo gamma della X Mas, il bersagliere. Di notevole interesse anche l’uniforme del pilota di Montebello Francesco Lovato i cui cimeli personali si trovano nella speciale sezione dedicatagli nella Sala Aeronautica.

Accanto alle finestre sono stati posizionati strumenti ottici bellici di varie nazionalità.

Il percorso prosegue con una piccola sezione dedicata alla Croce Rossa nella Seconda Guerra Mondiale e quindi con una importante area destinata alla storia ed evoluzione delle mitragliatrici dal 1914 fino al 1945. Si tratta di decine di pezzi di ogni nazionalità, molti dei quali rari, quali la Villar Perosa, la SIA o la Breda 5C.

Un ampio settore, tra uniformi armamenti, cimeli e documenti, è dedicato al III Reich per poi proseguire con l’area dedicata alla Liberazione partigiana attraverso l’esposizione di un’uniforme della Brigata Stella, operante nelle nostre valli fino al 1945. Cimeli dal forte significato simbolico si intervallano a manifesti originali post 8 settembre.

Dirimpetto a queste trovano posto due  ampie  vetrine dedicate alle armi funzionanti: Il Museo delle Forze Armate è uno dei pochi musei in Italia autorizzato alla conservazione ed esposizione di armi attive in accordo con il Ministero dei Beni Culturali.

 

Il percorso, ormai verso la conclusione attraversa argomenti tetri, come la memoria delle pulizie etniche, in primo luogo dell’Olocausto con documenti e cimeli emotivi e di grande valore storico (citiamo un frammento del forno crematorio n. II di Auschwitz, la fascia della Ghetto Polizei di Varsavia, ma anche la cintura di un internato italiano a Nordhausen realizzata con i fili elettrici delle bombe volanti V2. Un piccolo settore è dedicato anche alla difficile questione istro-dalmata, dalle foibe al profugato.

 

 

Le successive vetrine sono dedicate alla Liberazione militare avvenuta grazie agli eserciti alleati di cui si trova un’ampia esposizione, compresa un’uniforme da libera uscita dell’88° Div. utilizzata a Montecchio Maggiore nell’aprile de 1945.

A chiudere il percorso un pannello riporta i carteggi documenti e cimeli dei prigionieri di guerra, di chi è tornato e di chi non ce l’ha fatta. Per ricordare anche coloro che di solito vengono dimenticati.