I Personaggi | Museo delle Forze Armate

I Personaggi

Ferruccio Bonapace

Unico decorato con Medaglia d'oro di Montecchio Maggiore.

 

In via San Bernardino numero 43 è visibile una targa, restaurata dall’amministrazione comunale, che recita: IN QUESTA CASA IL 21-1-1893 NACQUE LA MEDAGLIA D’ORO FERRUCCIO BONAPACE GLORIOSAMENTE CADUTO SUL FRONTE GRECO-ALBANESE IL 21-2-1941.

La storia di Ferruccio Bonapace è in effetti una delle più affascinanti fra quelle che si possono trovare nel Museo delle Forze Armate che gli ha dedicato una apposita sezione.

Nato da due commercianti montecchiani (Cirillo Bonapace e Maria Ausonia Libera Borghero), è stato descritto dalla figlia Mariuccia come un individuo particolarmente determinato e vivace e come padre severo ma affettuoso.  Dopo gli studi in ragioneria a Vicenza, nel 1924 si sposò con Bice Cuccoli, bellunese poi insegnante alle scuole Manzoni, dalla quale ebbe tre figli (Ferruccio, Giuliana e Mariuccia).

Sentendo la vocazione militare, a vent’anni si arruolò nei 3° reggimento bersaglieri a Milano  e con lo scoppio del Primo conflitto mondiale partì per il fronte.

Combatté sul monte Pasubio dove venne ferito ad una gamba quindi nel 1917 fu sul Carso dove una nuova ferita, ben più grave gli costò la perdita di un polmone.

Terminata la Grande Guerra l’ardore di Bonapace, nonostante le gravi ferite, non era ancora scalfito, tanto che nel 1919 affiancò Gabriele D’Annunzio, uno dei personaggi italiani più noti dell’epoca, nell’impresa di Fiume. Al museo, fra gli altri cimeli è possibile osservare la tessera di riconoscimento di Bonapace firmata dallo stesso D’Annunzio. Fra i due nacque anche una amicizia rilevante, basti pensare che alla morte del vate, Ferruccio Bonapace fu una delle persone che portò la bara in spalla. Ricche anche le corrispondenze tra i due, tra cui cartoline di auguri natalizi.

In un tempo di scelte, Bonapace, nel 1923 si arruolò nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, trasferendosi prima a Trento e poi a Bolzano, quindi a Novara, dove assunse il comando del 29° legione da montagna “Chinotto” delle Camicie Nere. Inviato sul fronte greco albanese vi morì il 21 febbraio 1941 (pochi giorni dopo la nomina a Console della Milizia) colpito dal frammento di una granata da 75 mm ancora conservata al museo.

La medaglia d’oro al Valor Militare gli fu conferita il 25 ottobre 1942 quando Mussolini stesso la consegnò al figlio, anch’esso di nome Ferruccio.

Le spoglie di Bonapace rientrarono in Italia negli anni ’60 con una cerimonia con picchetto armato dell’Esercito tenuta presso il Comune di Montecchio Maggiore.

 

I documenti, le foto, i cimeli di Ferruccio Bonapace sono visibili al Museo grazie alla cortese donazione della famiglia.

Un modo per ricordare la storia dell’unica medaglia d’oro di Montecchio Maggiore.