I mezzi | Museo delle Forze Armate

I mezzi

Uno dei pregi del Museo è il notevole parco automezzi di cui dispone. Si tratta di oltre una ventina di veicoli in servizio alle Forze Armate dei vari eserciti dalla Grande Guerra in poi.

Ben cinque sono le motociclette presenti, di cui quattro quelle con sidecar. Si tratta delle celebri BMW e ZUNDAPP utilizzate dalla Wehrmacht durante la Seconda Guerra Mondiale. Interessantissime dal punto vista meccanico e l’una diversa dall’altra per teatro operativo e cilindrata, sono rappresentative dell’Esercito tedesco anche grazie ai numerosi film e fotografie che le ritraggono.

Da poco si può ammirare anche l’ultima arrivata fra le due ruote: una MATCHLESS britannica degli anni Quaranta, usata da tutti gli eserciti del Commonwealth e in molti casi anche dalle forze dell’Asse, come preda bellica.

L’esercito numericamente più rappresentato è senza dubbio quello americano con ben sette veicoli, alcuni dei quali provenienti dalla Normandia: dalla intramontabile JEEP WILLYS, altra icona motorizzata del periodo, fino all’enorme camion BROCKWAY in servizio al genio statunitense lungo 10 metri e di 14 mila di cilindrata. Sempre fra i mezzi americani molto interessanti sono il semicingolato M16A1 dotato di quadrinata antiaerea o il veicolo da ricognizione M3A1 SCOUT CAR.

La controparte dell’Asse conta meno mezzi ma non di minor pregio: lo SPA TM40 italiano, un trattore per il traino delle artiglierie, fu uno dei veicoli più apprezzati del Regio Esercito e utilizzato dal Don all’Africa. Quasi unico in Italia è invece il semicingolato tedesco SDKFZ 251, uno dei blindati più impiegati dalla Germania che lo adoperò in 21 differenti versioni; in esposizione quella per il trasporto truppa.

Fiore all’occhiello del Museo è però il FIAT BL 18 della Grande Guerra, un veicolo che nonostante i Cento anni i montecchiani hanno potuto ammirare in movimento in piazza Marconi per la commemorazione ai Caduti dello scorso anno.

Visitare il Museo permette quindi anche un viaggio meccanico e tecnico indietro nel tempo: dai mezzi esposti si può effettivamente constatare con i propri occhi la supremazia materiale e tecnologica statunitense, confrontando ad esempio i sistemi di blindatura o di trazione. Sono veicoli dall’indubbio fascino, anche al di là dell’aspetto meramente bellico.

Bisogna poi considerare che molti dei mezzi esposti rappresentavano la base e nerbo della logistica dei paesi in guerra. E’ stato scritto che il FIAT BL 18 è stato decisivo, proprio  cent’anni fa, per trasferire, nel 1916, durante la Spedizione Punitiva, consistenti contingenti di rinforzo al settore di Asiago.

Ultima ma non meno importante considerazione è che ogni mezzo, oltre ad avere la propria storia nella Storia (il BL 18, ad esempio, è stato anche utilizzato a Cinecittà per film quali La Grande Guerra di Monicelli)   è perfettamente funzionante, e questo grazie ad accurati restauri operati dall’Associazione e in primo luogo dal presidente Marin.