I mezzi

L'importante parco automezzi del Museo.

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La Trincea

La ricostruzione della trincea sul Dente Italiano.

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Le Artiglierie

I pezzi di artiglieria del periodo 1914-45

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Per non dimenticare

IL RICORDO PRIMA DI TUTTO

 

Sopra la porta di ingresso del Museo delle Forze Armate campeggia una scritta che testimonia la motivazione  e l’essenza stessa del Museo: Per non dimenticare.

Potrebbe sembrare banale ma non dimenticare in realtà non è facile, viene più comodo a volte fare l’opposto. Ricordare è impegnativo, bisogna informarsi, leggere, osservare, discutere; è necessario quindi uno sforzo per avere presente quello che oggi ci sembra un passato lontanissimo, impossibile ed irripetibile ma che in fondo ci è distante tre o quattro generazioni appena.

Al tempo stesso il rischio è quello di leggere la Storia con distacco, come se non ci appartenesse, filtrata dalle pagine dei libri.

E’ anche per questo che il Museo offre la non scontata possibilità di affacciarsi ad una Storia tangibile, visibile, e forse per questo maggiormente percepibile.

Poter vedere da vicino gli equipaggiamenti dei militari della Grande Guerra può sensibilizzare e aiutare a comprende gli affanni patiti da quei ragazzi, di qualunque nazionalità essi fossero. Le armi di ogni tipologia, dai moschetti, alle mazze ferrate fino ai terribili proiettili a gas, ci testimoniano la tragica violenza a cui l’uomo fu costretto e si costrinse.

E’ bene inteso che il Museo non ha alcun intento celebrativo di quegli eventi che hanno reso il secolo scorso il peggiore della Storia dell’Umanità ma siamo certi che il non ricordarli sarebbe l’errore più grande perché se è già successo, il vuoto di memoria può farlo riaccadere.

Il percorso del Museo si snoda in un arco di tempo piuttosto lungo, che va dallo scoppio della Grande Guerra, nel 1914, fino agli ultimi istanti della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945.

Si possono così osservare e confrontare due drammi strettamente legati, potremo dire uno figlio dell’altro, tanto che in Germania la Grande Guerra è chiamata “Urkatastrophe”, la catastrofe originaria.

Maggiore spazio è stato dedicato, per ovvi motivi, al Fronte Italiano, tanto per quanto riguarda la Grande Guerra quanto per la Seconda. Nei prossimi mesi il percorso didattico museale verrà ulteriormente valorizzato proprio per permettere al visitatore una comprensione ancora più completa ed una visita ancora più coinvolgente.

Per i motivi scritti sopra il Museo si rivolge direttamente agli insegnanti e alle scolaresche, per collaborazioni, studi, ricerche, progetti e ovviamente visite guidate. I percorsi didattici possono sfruttare anche la cineteca e la biblioteca storica, corredata da circa ottocento volumi. Molto importante è anche l’archivio storico, con centinaia di documenti originali, la maggior parte dei quali dedicati al nostro Territorio. 

 

20 novembre 2016

Schegge: 100 Anni dopo

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